Rivale al primo tagliando

Mi sembra giusto dopo un migliaio di chilometri d’uso, tornare a rivalutare la MV Agusta Rivale 800 EAS ABS rispetto alle primissime sensazioni.

Intanto la promessa

“questa la tengo originale”

come al solito è stata infranta al decimo minuto di gioco.

Ho cercato, ma ancora in modo non soddisfacente, di ridurre la differenza fra punto di bianco fra faro e luci di posizione, cioè LED nei paramani. Al momento non voglio montare un kit xenon, così ho provato la Philips  Blue Vision Ultra. Il modello compatibile è quello con attacco H4 da 12 volt e a 60/55 watt di assorbimento. La luce è molto migliore del pezzo OEM, ma lontana dal chiarore dei LED. Aggiungo una foto che mostra la luce del faro, che vira al giallo, e la luce di posizione (sinistra), che vira all’azzurro.

Philips Blue Vision Ultra

Per adesso ho lasciato la targa sul lecca lecca a giro ruota posteriore e, benché stia tramando per ridislocarla, nell’indecisione ho sostituito il paraspruzzi con uno in CF (fibra di carbonio).

Delle altre plastiche ho cambiato con equivalenti in CF il parafango anteriore, la cornice inferiore del faro, la cover del blocchetto chiavi, il tappo del serbatoietto liquido del freno anteriore, i fianchetti interni degli estrattori radiatore, il carterino del pignone, la cover dell’asta di rinvio del cambio, i fianchetti sotto sella, la scocca sotto il codone, la pinna parafango posteriore, il paracatena inferiore e quello superiore. Non ne restano tantissimi  dei quali senta l’esigenza di sostituzione. Per altro credo che con questi pezzi il peso della moto sia sceso di qualche etto, però il beneficio è da considerarsi in termini di qualità.

Quasi un chilo di peso in meno invece con la rimozione dei carter sotto motore, due lamierine che non migliorano comunque l’impatto estetico dei (brutti) collettori che dovrebbero nascondere. L’unica controindicazione è con la rimozione bisogna inventarsi un altro giro per i due tubicini di sfiato, che di norma esitano dai carter. Così al momento li ho fascettati nelle prossimità del serbatoietto freno posteriore e sfogano sotto l’attacco del silenziatore.

Sempre un chilo di peso in meno con lo smontaggio delle pedaline passeggero.

Significativo dimagrimento infine per merito di un dispositivo antigravitazionale… Ho montato una batteria Antigravity AG1201, 12 Ah e con un cracking power da 360 A .

Antigravity Battery AG1201

Questo accumulatore conta dodici celle cilindriche LiPeFO4 prodotte dalla A123 Systems ed è davvero leggero e ben realizzato.

Batteria Antigravity montata

Già che c’ero ho cambiato il tappo di carico carburante, ché mi stava odioso usare la chiave e meccanismo di apertura ed incernieramento  mi sembravano poco efficaci. La scelta per adesso è caduto su un tappo a sgancio rapido Evotech. Se servisse: il modello è FC-ATB2 ed è disponibile in vari accoppiamenti di anodizzazioni fra ghiera e tappo.

Tappo benzina Evotech montato

Infine non potevo certo restare con il terminale OEM. La sua linea è originale e rispecchia il family feeling MV Agusta delle tre cilindri, eppure non si può trascurarne il peso e l’approssimazione costruttiva. Tutto il contrario per quello che ho scelto: l’MV09080TVT, silenziatore Termignoni in titanio col fondello in CF, provvisto di omologazione 80 dB.

Termignoni MV09080TVT

Il dB killer è estraibile, e persino questo è ben curato. Per smontarlo nella parte inferiore del fondello c’è il foro di accesso alla piccola vite che lo frena. Si svita con una chiave a brugola, poi con una pinza delicatamente si estrae. La differenza in termini di caciara resta accettabile, e se ne guadagna incredibilmente in raucedine e scoppiettii.

Termignoni dB killer

 

A me piace molto esteticamente il risultato finale estetico (a condizione di accettare la perdita di personalità dell’OEM tricornuto), visto che resta nell’ingombro originale, corto, vicino alla ruota posteriore e mette ben in mostra il diametro generoso del centrale. Lo scarico è totalmente in titanio (ne esiste una versione con fodero in titanio e resto in inox) e, benché ce ne fosse di corredo insieme alle istruzioni, ho usato tutta mia viteria in titanio. Anche la resa mi pare molto buona, pur se probabilmente il cambiamento è micrometrico e verificabile solo al banco. Adesso resta il problema dei collettori, bruttini e che nella parte dopo la confluenza di tre in uno, contengono il catalizzatore.

Termignoni montato

Rispetto a quello che avevo scritto precedentemente mi sono ricreduto sulla strumentazione: le spie sono troppo piccole e risultano poco leggibili. Quando viaggi ne percepisci l’accensione, sì e no il colore, ma quasi nulla della forma. Già non hai il livello del carburante, se poi ti fumi via l’accensione della spia di inizio consumo degli ultimi quattro litri di benzina allora rischi di restare appiedato.

A proposito di benzina: i consumi sono assurdi. O meglio: l’autonomia è ridicola. Quasi sempre in modalità Normal e quasi sempre rispettoso dei limiti del rodaggio, mi sono convinto che siamo sui 10 o 11 chilometri al litro. Progettualmente dovrebbero consentirti almeno di tirare un raggio da 200 km o comunque più di 150 km andando a stecca manetta. Invece immagino che se tiri selvaggiamente in Sport, i consumi salgano vistosamente. E con meno di 13 litri di benzina appresso si rischia di viaggiare da un distributore all’altro.

Viaggio di rifornimento in rifornimento nemmeno troppo comodo. La sella, che continuo a trovare di bella forma e comunque realizzata abbastanza bene, continua pure ad essere troppo dura. Nei giri superiori al centinaio di chilometri il fondoschiena si indolenzisce. So bene che non ho comprato una superturistica da autobahn, e non cerco il comfort da poltrona, però un minimo di pietà per il pilota sarebbe benvenuta.

Un altro aspetto di ostilità nei confronti di chi guida è dato dal calore. La moto scalda parecchio. Anche dopo poco tempo di utilizzo e a temperature ambientali non sahariane (per capirci: non intendo dopo un’ora di coda in città con 40°C) il termometro sale in alto e le fiancate del motore buttano un caldo fastidioso. Siamo a livelli di incompatibilità con i calzoncini corti d’estate – seee, lo sappiamo che in moto NON si va con le braghette corte!

Se è vero che è caldo, questo motore è altrettanto generoso. Davvero una goduria stellare. Bisogna ribadire che ai bassi è vuoto, ma in generale colpisce tanto la potenza e la cattiveria di questo propulsore. Il Termignoni poi sembra averne tirato fuori il lato oscuro, il carattere più ignorante.

Dinamicamente, vieppiù dopo la cura dimagrante (non che ne avesse bisogno…), il comportamento è eccezionale ed apprezzatissimo. Con la giusta confidenza, e rispetto, si può viaggiare in modalità iperspazio. Un’escursione in Val Trebbia è stata rivelatrice. Così come però è emerso un avantreno forse un po’ troppo scarico; se si esagera con la manetta in uscita di curva è tutto un alzarsi di ruota anteriore. Soprattutto ad alte velocità la moto galleggia vistosamente. Si può far toccare al tachimetro numeri importanti, ma se maggiori di 170 o 180, c’è da tener saldo il manubrio. Forse un ammortizzatore di sterzo potrebbe aiutare.

Comunque per ora la soddisfazione per l’acquisto è elevata.

Codino