Ho provato l’RS e non me ne pento

Stamattina ho trascorso un paio d’ore in compagnia della nuova (MY 2015) BMW R1200RS.

R1200RS side

Mi hanno messo in mano la versione full optional, in una configurazione quasi congruente con quella che sceglierei io – anche nella colorazione, grigio granito / black storm.

Prima di ogni altra cosa: sono salito a bordo scendendo dalla mia astrobolica S1000R e questa è la tara che va fatta a quanto scriverò: smontavo da una ciabatta volante da 160 CV per circa 190 kg. È per questo che penosi commenti tipo “l’RS è bella ma così caricata in avanti fa dolere i polsi” da me non arriveranno.

S1000R

Partiamo dalle impressioni, a caldo. Partiamo proprio dalla posizione di guida: molto, molto, molto comoda. Per il motivo della moto di provenienza, scrivo che mi è sembrato di assettarmi sul cesso, ma mi rendo conto che si tratta invece di un’oggettiva ottima posizione. Le gambe sono poco arretrate ed assumono angoli regolari, non invadendo la porzione occupata dalle teste di Boxer e ben accogliendo le ginocchia negli incavi della zona posteriore del serbatoio – determinante la complicità della mia bassezza: 175 cm. Le braccia raggiungono le sorte di semimanubri touring (agevolmente rimpiazzabili con il manubrio della cugina R1200R) senza fatica e non c’è né da rimanere appesi né da caricare troppo. La seduta (era quella alta, ma senza sovrapprezzo può arrivare equipaggiata con quella regolare oppure quella bassa) comodosa al punto da non invogliare spostamenti sull’asse trasversale. Gli spazi d’intorno una volta accomodatisi sono buoni e c’è di che sentirsi a proprio agio.

Il deprecato [sui forum] keyless drive prevede una pressione di qualche secondo per disinserire (o inserire) il bloccasterzo elettronico e una debole pressione per attivare il quadro, dopo di ché è possibile avviare il motore con il consueto starter rosso nel blocchetto destro.

R1200RS keyless drive

La strumentazione mi pare abbia un po’ la qualunque: tachimetro analogico, contagiri digitale, computer di bordo, livello del carburante, indicatore fuori giri programmabile, indicatore del rapporto del cambio e consiglio di cambio marcia e così via. Molto bello e leggibile ed ostruito unicamente dalla staffa porta navigatore, abbastanza Furio&Magda (rivedere “Bianco, Rosso & Verdone” per riferimento).

I devioluci hanno i comandi molto simili alla mia S1000R: indicatori di direzione, clacson, riscaldamento manopole, cambio modalità di guida, cambio sospensioni, fari… tutti gli ordini si impartiscono allo stesso modo. Quel ch’è radicalmente diverso è la presenza di una carenatura anteriore, con un cupolino sormontato da un piccolo parabrezza, brandeggiabile a mano (senza il pomello del GS). Ho provato a tenerlo sia in posizione di riposo, aderente alla linea del cupolino, sia nel suo teorico acme, ed il livello protettivo ovviamente cambia, anche se di poco. In definitiva, andando a velocità warp, tutto abbassato fa arrivare una discreta vagonata d’aria sulla parte medio-alta del casco se ci si tiene eretti (ricordare: 175 cm), mentre tutto alzato causa qualche turbolenza e protegge bene solo se lievemente rannicchiati sul serbatoio. In entrambi i casi la musica è drammaticamente diversa rispetto alla S1000R o qualsiasi altra naked.

R1200RS front

Dinamicamente a bassissime velocità con  i circa 40 kg in più della mia (questa è data per poco meno di 240 kg in ordine di marcia) mi trovo lievemente impacciato. Niente di impegnativo o limitante, però è notevole come la maneggevolezza cambi già sopra i 30 kmh. In realtà ai ritmi non da manovra o traffico infernale cittadino la R1200RS è godibilissima e facile a condursi. Bisogna anticipare che, ritornato sulla mia moto per rientrare in ufficio, mi è parso di essere sul monopattino di mio figlio – con la differenza che la S1000R ha tipo quattro razzi intergalattici sotto e tiene come una moto da pista.

Stante le diverse masse in gioco a me il comportamento tra le curve è sembrato ottimo. Una tenuta neutra e sincera, con un avantreno che farà storcere il naso ai mucchisti avvezzi al Telelever ma che nella sua forca tradizionale upside-down da 46mm mi ha convinto. Il retro, rispetto alla mia, è più nel solco tradizionale dell’elica, vantando un monobraccio con trasmissione secondaria cardanica. Ok, non sono andato a spararmi un passo Penice o un Gavia, ma nella suburra, tra rotonde, peduncoli e svincoli, l’impressione è stata quella.

La pompa è assicurata dal bicilindrico aria-liquido da 125 CV, che credo sia un’unità termica identica a quella del best seller R1200GS. In ballo c’è il 22% in meno di potenza da dove arrivo, ma c’è più coppia (125 Nm contro 112 Nm) e raggiunta a regimi inferiori (6.500 rpm contro 9.250 rpm) essendo un bicilindrico e non un plurifrazionato. È pur vero che va in combinato  disposto con il +20% di massa da spingere, e alla fine è ovvio che non si tratti di una moto da sparo, però nel suo complesso ci avviciniamo a specifiche tecniche che tutto sommato meglio si confanno alla mia umana [in]capacità di guida: se 160 CV su 200kg scarsi di moto sono assolutamente eccessivi per me e rappresentano un potenziale non sfruttato, la R1200RS incarna più una moto che posso spremere al tanto-per-cento e con riserve che non penso splafonerei presto e facilmente.

Il cambio elettroassistito fa un certo effetto perché, nella sua combinazione di cambio-BMW e cardano (la S1000R ha la catena), l’innesto verso l’alto si manifesta con degli sta-blonk! belli sonori. Perfetta invece l’assistenza in scalata, con accenni di doppietta ed innesti regolari (qui il cambio elettronico è in versione Pro e, a differenza del mio, senza frizione si può anche scalare). Ho letto di persone insoddisfatte ma può darsi che si immaginassero un magico cambio automatico o comunque un accessorio in grado di sopperire sempre e comunque all’uso della frizione. Invece funziona, e secondo me anche molto bene, solo quando si è a manetta aperta e si buttano dentro le marce una dopo l’altra a giri sostenuti, oppure quando si è in rilascio completo (gas chiuso) e si scala delicatamente. Usi diversi, tipo in prima oppure cambiando sotto coppia o in scalate in staccata impiccati alla morte, credo che richiedano ancora il ricorso alla leva sinistra. Leva che per altro ho trovato essere un burro: frizione idraulica (sulla S1000R è a cavo) e con antisaltellamento, dolce e modulabile.

Quel che mi è parsa poco dolce e modulabile, ed effettivamente ne avevo letto, è invece la frenata. C’è ABS e, penso, frenata semi-integrale (freno anteriore comanda anche il posteriore, ma non viceversa), ma la leva destra ha una prima corsa un po’ sgonfia, però se azionata con decisione scatena un potere frenante di gran riguardo, che mi ha ricordato il morso delle monoblocco (senza ABS) della mia vecchia Hypermotard – roba da cappottarsi.

R1200RS brake

Del resto mi è rimasta qualche perplessità. Ad esempio la fanaleria anteriore ha (come optional) il LED, ma che di fatto consiste in una banda verticale, di posizione, buttata a muzzo tra i due fari. Forse sarebbe stato il caso di provvedere con un bel sistema full LED.

R1200RS LED

Sorprendentemente la moto è sprovvista di un parafango posteriore, o una pinna. Tutta l’acqua e la monnezza tirata su dallo pneumatico posteriore sono teoricamente frenate da telaietto reggi passeggero e dal lungo portatarga. In pratica con fondi sporchi o bagnati converrà attrezzarsi in qualche modo o lasciarla in garage.

Lo scarico è una chiavica, forse meno di quanto fosse sulla mia (prima che sostituissi il terminale con l’Akrapovic e occultassi il centrale), ma pur sempre inestetico.

O ancora le staffe per reggere le valigie sono bruttine, e sono previste solo con anche la piastra del top case posteriore (orrendo). Così essendo si vengono a perdere le (meno brutte) maniglie per il passeggero.

R1200RS top case

Morale. Non l’ho provata nei miei luoghi d’elezione (Aurelia o passo montano). Non ho idea come sia per il passeggero. Non ne conosco consumi o affidabilità. Non ho nemmeno verificato se ha la frenata semi-integrale o no. È più pesante e meno potente della mia. Però, tutto sommato, si capisce subito che è una gran moto, equilibrata ed intelligente.

E, da non trascurare, nel sito BMW non è stata piazzata nelle tourer (dove si trovano RT e GT) né nelle roadster (in cui ci sono gomito a gomito la S1000R e la R1200NineT) ma nelle SPORT: nell’olimpo insieme ad K1300S, S1000RR e niente di meno della HP4.

Qualcosa vorrà dire.