All-times console games Top 15

Non immaginavo sarebbe stato così difficile. Sono DAVVERO tanti i titoli che meriterebbero la top fifteen, ben più di 15. Così ho iniziato ad arginare il perimetro, in modo da non tracimare. Ho escluso tutti i videogiochi coin-up, intesi come videogiochi progettati per essere installati in chassis dedicati, posizionati in sale giochi e spazi pubblici (hence arcade…) e per i quali si prevede il pay-per-play: giù il gettone ed inizi (o continui) una partita, altrimenti nisba [EDIT: la cui Top 15 è in questo post]. Oddio, poi in alcuni casi non ero sicuro al 100% di quale fosse l’ambiente di provenienza, visto che ci sono state contaminazioni, emulazioni e porting vari, e sono andato a memoria. Il tentativo comunque era di limitarsi ai giochi per console set top box (da appicciare al TV) oppure per handheld device (portatili, smartphone &c) e PC o Mac. Per questi ultimi ho tenuto da parte i mmorpg, ossia i Massive Multiplayer Online Role Playing Games – tipo Diablo o World of Warcraft e simili.

Ecco cosa ne è rimasto.

15. SplinterCell: Conviction. Nel 2010 esce questo tormentone, che rientra nella serie di giochi Ubisoft ispirati da Tom Clancy. Genere MGS, con una buona parte di stealth, introduce alcune novità. Intanto, ed è quel che mi piace di più, la modalità di interazione del giocatore con gli oggetti è molto realistica, specialmente sotto l’aspetto del movimento. L’idea di taggare i nemici e poi eseguire è molto carina: altre innovazioni simili si erano viste da poco in Wanted: Weapon of Fate con la curvatura dei proiettili (?!) o con lo slo-move di Stranglehold. Mitiche le serate su XBoxLive a cercare di sbloccare non-ricordo-quale-achievement, rifacendo lo stesso livello decine e decine di volte in co-op col maestro Doc. Il trailer:

14. Jinxter. 1987. Lo prendo a campione di tutte quelle che sono state le text adventure, cioè le avventure con un meccanismo di gioco basato essenzialmente su sintassi verbali. Lo giocavo “al telefono” (nel senso cercando di descrivere l’avanzamento, chiedendo consigli e condividendo l’avanzamento) col maestro Nippe: appiedati e separati da 150km di autostrada, siccome avevamo iniziato insieme a giocarci, l’aggiornamento via filo su Jinxter è stata una bella parentesi di amicizia. Un unboxing della versione per Amiga, lo sviluppatore era Magnetic Scrolls:

13. Escape Velocity. Ambrosia se ne viene fuori con questo titolo per Mac, che ricorda quale velocità un’astronave debba raggiungere per sfuggire all’attrazione gravitazionale di un pianeta. Nei panni di un mercante/mercenario intergalattico, si gironzola nello spazio siderale sparacchiando a pirati spaziali e inseguendo avventure. Un gioco di colonizzazione ed esplorazione, pseudo free roaming, pseudo shooting e pseudo role playing. Era il 1996 e a me bastava per sfruttare il mio Mac LC, non “pizza box” bensì ultima generazione.

12. GTA, Gran Theft Auto: Vice City. L’anno dopo che Ambrosia ci manda in free roaming nello spazio, inizia un franchising del free roaming nella malavita: Gran Theft Auto, Rockstar 1997. Ma la versione che mi piaceva di più era quella del 2002 per PlayStation2 ispirata a Miami Vice, nella città del vizio. Un ecosistema di violenza e un’ambientazione che ti fa sentire realmente in Ocean Drive e con personaggi locali mid Eighties à la Sonny Crockett e Rico Tubbs.

11. Assassin’s Creed II. Franchsing fantastico, diretto come PM dalla mitica Jade Raymond. Bellissimo per interazione con gli oggetti e fra le persone, e non a caso sempre un prodotto Ubisoft – com’è Conviction. Grande definizione degli scenari per un free roaming godibile, e con topos quali “il volo d’angelo”, l’arma bianca nascosta nella manica, o “l’animus” che assicura una coerenza diegetica fra presente e passato. Abbastanza deludente la parte multiplayer online. Di tutti gli episodi certo il primo, quello con Altaïr ibn-La’Ahad, è il più fico e l’attuale utlimo III/Liberation è il meglio realizzato. Però quello che mi ha avvinto di più ha per protagonista Ezio Auditore e la nostra bella Italia, spaghetti, pizza, mandolino, mafia e Monteriggioni. Giocato senza soluzione di continuità nel 2009 sulla XBox360.

10. JetPack. Delle tante ore meravigliose e magiche della mia vita c’è anche quella misurabile lungo lo sbobinamento di una C60 in un registratore interfacciato al Sinclair ZX Spectrum (e prima lo ZX80…). Scrivevo in Basic e giocavo con i primi “giochini per personal computer”; alcuni dei quali presi in edicola dalla mitica rivista con cassetta “Load’n’Run“. C’è un’enciclopedia di titoli che mi ricordano quegli anni, per Sinclair – ma anche Vic20 o Commodore64 o MSX, visto che non riuscivo ad esimermi dal provare tutti quei micro computer (ah, la splendida rivista MCmicrocomputer di Technimedia…). Comunque a rappresentare tutti ho scelto Jetpack, anno 1983 per opera di Ultimate-PlayTheGame.

9. The Elder Scrolls IV: Oblivion. Il maestro Master (nomen omen) mi ha trascinato anni fa dal mondo Sony PS e PS2 al mondo XBox360 per merito del suo commento su due titoli: Halo con Master…Chief, e The Elder Scrolls con Oblivion. Sì perché questo è l’ennesimo franchising, con anche mutazioni di sorta (vedi FallOut3, sorta di versione steam punk postapocalittica), lanciato dalla ottima Bethesda. Oblivion è anche l’ennesimo open world ma, rispetto ai precedenti in classifica, più che essere prevalentemente un Third Person Shooter più o meno stealth (Conviction, Assassin’s, GTA…) è un vero RPG. Insomma: roba da: scegli se sei elfo, guerriero o mago. Un milione di ore di gameplay e, a oggi, non ho ancora finito la campaign story principale – perché mi sono sempre perso via in levelling-up e in side stories. Non conosco le precedenti “vecchie pergamene”, e certamente Skyrim è apprezzatissimo, ma io resto incondizionatamente legato ad Oblivion del 2002.

8. Project Gotham Racing 3. Finalmente in classifica un gioco di simulazione, di guida. Questo posto, per tipologia, spetterebbe di diritto a GT GranTurismo, che penso sia oggettivamente uno dei primi giochi realistici seri per console. Ma me ne frego, perché questa è la mia Top-15, e su tutti i bei giochi di guida quello che mi ha sempre stimolato di più è stato PGR3. Lo trovavo perfetto nella sua semplicità di risposta al pad e nella sua fisica da un lato accettabilmente plausibile e dall’altro sufficientemente arcade per essere giocato in modo spensierato e non barboso a causa di fisica iperrealistica. Grande la trovata dei kuods. Nel 2005 arrivava dalla Bizarre Creation questa ventata di Ferrari, Lambo e TVR.

7. Myst. Un gioco che, con un doppio senso, per i più è come nascosto in una coltre di nebbia. Un’avventura grafica in first person, che giocavo su Mac, celebrata meno di quanto si dovrebbe. L’ambiente molto coinvolgente a livello emotivo, complice un audio ben curato. La mancanza di una cornice narrativa premessa-obbiettivo chiara, e quindi la necessità di esplorare ed interpretare. Anche qui un roaming ante litteram, perché non era un’avventura con pitfalls, incolumità di vita o percorsi lineari, e nemmeno scadenze di tempo. In definitiva per me un incredibile lavoro dei fratelli Miller, rilasciato nel 1993 da Cyan – Brøderbund.

6. MicroManiacs. Ok. Lo ammetto. Il gioco, per se, non dovrebbe certo occupare questa piazza, e probabilmente nemmeno entrare in questa classifica. Ma così dev’essere. Perché questo videogioco per PS ha il merito immenso di aver fatto AMMAZZARE DALLE RISATE un piccolo gruppo, oscillante fra 8 e 10 componenti, che si trovavano a turno a casa mia, o di Vizz, o di Tatone, o di Bombo e – traballandosi alcune volte la console, alcune volte il disco col gioco, alcune volte “le banane” e i proprio pad, permetteva un multiplayer [locale] godibile e spassosissimo. Correva l’anno 2000 e ovviamente buona parte delle serate arrivavamo stanchi dal lavoro e, corroborati da ausili esterni (un esempio: alcol a fiotti), ci massacravamo fino al disfacimento definitivo impersonando Waldo, MawMaw, Pyra e compagni. Gioco tutto sommato anche di minima strategia, gran ciangottate (=spinte) e commenti deliranti. Grazie Codemasters.

5. Game&Watch. Tentativo di frode: questo non è un videogioco, ma un’intera piattaforma, definita “LCD game”. Sono diversi titoli, fra i quali ricordo Ball, Fire Attack, Octopus, Parachute ed Oil Panic, che si giocavano sul progenitore del GameBoy, e [gli originali] prodotti proprio da Nintendo. Particolarmente affezionato, visto che i primi li ricevevo in anteprima da HongKong e da Tokyo, portati da mio padre. I modelli “silver” risalgono al 1980. BallFire AttackOctopuss and ParachuteOilPanic

4. SimCity 2000. Nell’olimpo dei videogiochi, la genialità della sim-ulazione. Oggi contestato per la versione EA con bug e in ritardo con il porting su MacOS (SimCity2013), questo simulatore urbanistico ha dato la stura ad altri giochi di “micromanagement” che prevedevano la gestione di ecosistemi ferrioviari (Railroad Tycoon, MicroProse 1990), di ascensori e building automation (SimTower, 1994 Maxis), di luna park (ThemeParkWorld, EA 1999) e così via. Tutto sommato per me riassume anche lo spirito dei giochi di gestione in generale. E sotto un certo aspetto riassume anche tutta quella serie di giochi di strategia basati anche su temi militari, come Popolous (Bullfrog, pari anno di SimCity 1989), Civilization (MicroProse, 1991), Dune II (Westwood, 1992), TotalWar (CreativeAssembly – Activision, 2000). Sogno di qualsiasi autentico architetto in pectore, delirio di onnipotenza per i demiurghi da cameretta solinghi a luci basse, forse ancor più della versione capostipite del 1989 sono innamorato di quella del 1994, che però Maxis scelse avveniristicamente di battezzare “2000”, perché era 3D e perché ci ho giocato nananamila ore.

3. Final Fantasy IX. Franchising RPG manga per eccellenza. Una serie nata nel 1987, dov’altro se non in Giappone. Unisce la mia passione per la cultura dei fumetti e degli OAV manga, il fantasy, i giochi di ruolo e i combattimenti a suon di spadoni enormi ma anche con evocazioni ed incantesimi. Più il consueto open world. Quante ore ci ho giocato insieme al mio fratello di videogiochi? Non saprei, ma sufficit che mia moglie, dopo ANNI E ANNI, canticchia ancora la musichetta in sottofondo nei combattimenti – a furia di sentirla e risentirla provenire dalla sala… Mia versione preferita: ta-na-na-naa. La nona. Con chochobos, retorica su Gaia e tutto quanto, è la versione di Square (poi Enix) per PlayStation del 2000.

2. Tomb Raider. Che aggiungere? Mi pare un titolo piuttosto noto. Quindi, anziché scrivere di Lara Croft, dei giochi piattaforma 3D con puzzle e vista in terza persona, “oh, I’ve found a MediPack” e così avanti e così via – passo al racconto. Core – Eidos lancia questo gioco per PlayStation. Un gioco che mi obbliga ad acquistare una memory card, per poter effettuare salvataggi. Un gioco che tiene me e Master, che ci passiamo il pad di mano in mano a turno, svegli a tutte le ore; Master che guarda fuori albeggiare e, con gli occhi crepati, esce a far colazione. O che più di una volta ha visto il maestro Nippe e me tornare da infimi locali notturni, giocare il resto della notte e poi alle 7AM fare a turno la doccia per poi presentarci ai rispettivi posti di lavoro. Parecchie versioni, parecchi film… ma il primo amore non si scorda mai: Tomb Rider è solo quello del 1994.Tomb Raider

1. Lost Planet: Extreme Condition. Inspiegabile. All’inizio del 2006 compro una rivista con DVD di demo a casaccio, un evento rarissimo. Provo Lost Planet della Capcom, e mi convince per giocabilità, proporzioni del TPS (si sarà compreso che detesto i FPS), concetto di calore/energia e semplicità generale dell’HUD. Sicché compro il gioco per XBox360. Da quel momento mi si apre un mondo. Per tre motivi. Il primo è che scopro il Live grazie alla modalità multiplayer online che è a dir poco fantastica – nonostante, specialmente col passare del tempo, fenomeni di lag sempre più fastidiosi. Il secondo, e più importante, è che grazie al Live faccio la conoscenza di giocatori di Lost Planet, che poi si rivelano persone meravigliose “nella vita vera”!! Maestro Quelo, maestro IlDora, maestro Neji, maestro Makigio: persone da tutta Italia che poi ho avuto la fortuna di conoscere e di trasformare da “compagni virtuali di gioco” ad “amici nella realtà”. Conosciute anche tanti giocatori, svizzeri (Dormiglione e Nemo), tedeschi (MutanMion), inglesi ed irlandesi (MidNightShadow o DaveDigger), danesi (Gizmo), francesi (LastBorn) e tantissimi americani. Una sera a NewYork con maestro Master eravamo sul la-la di incontrare BrooklinBomber, che abbiamo solo sentito al telefono (tutto sommato lo stesso concetto di sentirci via XBL…) – ma alla fine il successo “umano” è rimasto all’interno dei confini del Bel Paese. Il terzo motivo è che mi sorprendo ad essere IPER competitivo. Il ranking mondiale è ostico, anche a causa del level boosting, ma per quello italiano ci contendiamo coltello fra i denti “la prima pagina” (= la top ten nazionale). Eppoi mi ha tenuto compagnia anche durante le notti insonni, con mio figlio appena nato. Insomma, tre motivi che hanno reso per me Lost Planet unico. Inavvicinabile poi né da LP2, né tanto meno da LP:Colonies. Vedremo LP3 fra qualche mese.

Due altri gruppi di giochi.

Alcuni sarebbero dovuti entrare nella Top 15, ma non gliel’hanno fatta. Meritano comunque la menzione: Dirt, Test Drive Unlimited e Gran Turismo fra i giochi di guida; Gears of War (bello il quarto episodio, Judgment) e Metal Gear Solid negli spara&ammazza; Dynasty Warriors (qualsiasi versione, tanto sono tutte uguali) nei no-brainer shoot’em up; Limbo, Little Big Planet, Pitfall (sì, quello per IntelliVision) e Leisure Suite Larry nei platform; Flight Simulator nei… simulatori; Valchirie Chronicals e NiNoKuni nel genere RPG/avventura stile manga; Hexagon nei giochi per smartphone.

L’altro gruppo invece è costituito da giochi che, nonostante siano dei “signori titoli”, non mi hanno mai convinto al 100%: Halo, Sonic, PES, Resident Evil, Mass Effect, Call of Duty, Super Mario, Zelda, Crash Bandicot, Battlefield, Doom, Angry Birds, Ruzzle, Silent Hill, Bioshock, Forza Motorsport, Ghost Recon. Tutti bellissimi e famosissimi, impossibili da non citare, ma non sono nella mia top list.

Edit: ah, e non si possono non citare GuitarHero / RockBand e Patapong.

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