Ritorno al Nürb – Prima parte

Dopo tre interminabili anni di attesa finalmente torniamo all’Inferno Verde. Tutto merito di Nip che, investito due anni fa del fardello organizzativo, quest’anno ha dato fondo alle sue capacità di coordinamento e pianificazione, snocciolandoci un programma che rasente la perfezione.

Come prequel (quasi sicuramente non è il termine adatto, ma è tanto di moda che non riesco a resistere dall’usarlo) venerdì sera il Doc si catapulta al mitico Polpetta, dove vino rosso innaffia un tripudio di tartare, carpaccio e affettati – dando la stura al più esemplare dei weekend vegani. Verso l’una pensiamo che siamo abbastanza bolliti per poter andare a dormire – anche se è un sonno che dura solo fino alle 4.15.

Ci approntiamo, lucchettiamo i nostri trolley, ingolliamo 60cc di Monster e Nip inizia a stupirci presentandosi alle 5.30 spaccate sotto casa. In men che non si dica raggiungiamo Linate e rimpiazziamo il parcheggio satellite, che tante emozioni ci aveva regalato tra anni fa, con il carissimo parcheggio a fianco aeroporto. E se  ci viene a mancare la lite con l’insopportabile parcheggiatore, qui riusciamo a questionare un po’ su ticket VS Telepass e su piano al quale parcheggiare / percorso per raggiungere le Partenze [nota a me stesso: se mai dovesse attraversare un incrocio pedonale chi ha ingegnerizzato i flussi di quel parcheggio, investilo senza pietà].

Altra sorpresa di Nip: quest’anno non viaggia con la Samsonite da 120 litri, bensì con un raccoltissimo zainetto e, non dovendo stivare alcunché, saltiamo il luggage-drop e andiamo direttamente al security check. Infatti (e siamo alla sorpresa numero 3) Nip ha carinamente effettuato per tutti sul sito Lufthansa il web check-in e inviato le e-boarding pass così da poterle gestire con iOS9ß Wallet dei nostri iPhone6. Algebraic!AlgebraicIl volo è in perfetto orario, lo spuntino crucco offerto a bordo (cartone ondulato con gocciole di resina al gusto di cacao) squisito, i vuoti d’aria cavalcati dall’Airbus 320 discreti, il pilota tedesco non depresso quindi niente schianti sui Pirenei,  e l’atterraggio a Francoforte con 8°C bello frigido. Possiamo attraversare tutta l’area A del Terminal 1 facendoci trasportare dai comodissimi tapis roulant e arrivare da Reginalden, collega Europcar di Reginaldo di Miami. È un odioso perditempo fanfarone e pedante (come tutti i Reginaldos del mondo) e stiamo già covando un’odio indissimulabile, quando all’improvviso le nostre tre soglie attenzionali vengono simultaneamente sfondate dalla domanda “Do you prefer a zmergagdesasd [suono incomprensibile] or an A6?”. Per quanto il 100% di noi non capisca in cosa consti la prima proposta (poteva essere “Mercedes SLR 722GT” tanto quanto “Mazda Demio”),SLR 722GTMazda Demio

(immagini di repertorio)

il 100% di noi non ha dubbi e all’unisono rispondiamo “A6!!”.
Ed è così che mi trovo, con l’AmEx già sofferente, ad estrarre dal parcheggio una Audi A6 allroad 3.0 TDI quattro, abbastanza gonfia di optional: mitico Nip che l’ha prenotata! (e quattro, inteso come 4 non come sistema di trazione integrale Audi).

Il viaggio è funestato sicuramente da una serie di eventi via via più infastidenti. Innanzitutto l’autobahn è tutta un lavoro in corso e la carreggiata a quattro corsie è ridotta a sei corsi con doppio senso di marcia; quindi tutto il tempo debbo superare auto, camion e roulotte in un fazzollo d’asfalto largo poco più dei 2.086mm di larghezza (specchi inclusi) dell’A6. Il secondo è che Nip mi segnala la presenza del cartello stradale più meravigliosissimo di tutta la galassia.

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Cioè: nessun limite di velocità. Vederlo e mettere tre beole sopra il pedale del gas è sincronico; il problema si verifica quando, tornati a velocità subsonica sotto un acquazzone martellante, mi  accorgo di aver mancato clamorosamente lo svincolo per Nürburg e debbo ritracciare lemme lemme… Terzo ed ultimo disguido: dopo una mia profezia nefasta (memore di quanto accadeva sulla mia X3 E83) e dopo che Nip pirina una volta di troppo, il navigatore estraibile si inceppa ad un quarto del percorso. Per sistemare è bastata solo tanta pazienza, amore, delicatezza ma soprattutto è bastato spingere forti-forti-forti.FerienparkAppreso che l’albergo potrà accoglierci dopo le 15.00, e mancando tre ore e mezza, andiamo a far spesa al Rewe di Adenau. È vero: mancano le faccine di cioccolata per fare la gara di decorazione, però  possiamo sempre impestare i carrelli di ettolitri di cochetta, bibite energetiche, patatine al gusto di pancetta e cipolla piuttosto che merendine e dolciumi Haribo di ogni foggia. Risalendo sostiamo a Brünnchen, il cui spiazzo gigante è gremito di camper, roulotte, auto improbabili e la versione teutonica della fauna che popola abitualmente eventi folcloristici tipo il GP del Mugello. Musica rock a stecca paletta, braceri improvvisati sui quali si grigliano salsicce o magari gli animali catturati nel bosco adiacente, casse di birra, barilotti di birra, piscine di birra.BrünnchenSotto la pioggerella ammiriamo le imprese ardimentose dei piloti iscritti al VLN mentre sbraniamo dei bratwürst e cochetta presi da un baracco che farebbe la gioia di qualsiasi agente del NAS.BrünnchenQuando le ossa si sono debitamente surgelate risaliamo sulla allroad e giriamo al centro commerciale dell’area GP in modalità shopping estremo. Visto che abbiamo anche un calo di zuccheri saccheggiamo Subway. Sazi e con il cielo che si rasserena possiamo tranquillamente andare prendere possesso della consueta casetta, della sua sala doppia con caminetto, tre doppie, tre bagni, Jacuzzi, terrazzi, parcheggio, giardino &c. È tutto perfetto, e vale a Nip il quinto plauso di giornata.55Verso cena decidiamo per un’altra incursione al Rewe di Adenau, ma questa volta nella palazzina di fronte, dove c’è unicamente il getränkemarkt, ossia dov’è stipato ogni bendiddio di alcolici. Nip seleziona birre trappiste artigianali arricchite al plutonio ed impoverite all’uranio (a quanto pare il gusto finale era quello della Sprite), mentre il Doc ed io tiriamo giù dagli scaffali oggetti esotici, ma non la birra al gusto di pitanga.PitangaLa sera si va al BitBurger Gasthouse di fronte al centro commerciale e finalmente ci si toglie lo sfizio della salsiccia da un metro, un rospo che era rimasto di traverso al Doc dal 2011.Salsiccia da un metroNon trovando nessuno che sgomma con la McLaren e in attesa della grande giornata dell’indomani, cerchiamo di andare a dormire presto, ma siamo ostacolati dai pompieri che intrummano la stradina perché a prestar soccorso in una casetta limitrofa gremita di inglesi ubriachi spolpi. Non sappiamo tutt’oggi per che incidente si trovassero lì: forse semplicemente erano anche loro al party e non sapevano dove parcheggiare l’autocisterna. Di sicuro non ci hanno invitati.

Pompieri

 

 

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