Ritorno al Nürb – Seconda parte

Alle 7 del mattino siamo tutti operativi, possiamo lavarci e calzare l’abbigliamento dedicato che ho commissionato su Zazzle e dirigerci da Rent4Ring. Le formule del noleggio delle auto da pista sono lievemente cambiate, e anche quest’anno apprendiamo nuovi dettagli terrorizzanti – ad esempio la tariffa di 7.500 euro per ogni chiusura di pista causata da incidente o comunque intralcio, da moltiplicarsi per ogni ora di chiusura successiva alla prima. Finito il primo bla-bla c’è il secondo briefing, tecnico, sull’auto – però ho perso una delle tre schedine cariche di giri, e mi fumo la presentazione perché sono lì che rigiro taschini, svuoto tasche, e guardo per terra. Recuperata la tesserina conduco il Doc sotto un acquazzone fino all’ingresso della Nordschleife a bordo di una BMW 125i Stage2.SemislickÈ un’auto da soli 220 cavalli, ma alleggerita a 1.200 kg, con pneumatici semi-slick, sospensioni KW, cambio sequenziale ZF a otto rapporti con paddles al volante, pinze Msport e pastiglie Endless, sedili (anteriori visto che i posteriori non ci sono…) Recaro e dotazioni OMP.  Insomma è una roba che cammina… Un altro punto a favore dell’organizzazione di Nip! Non faccio in tempo ad arrivare ai cancelli che mi ingioio e, incassato l’ok dal Doc, fissiamo la GoPro in qualche modo (i.e. capovolta) e mi butto in pista.Ingresso NordschleifePurtroppo l’asfalto è davvero bagnato, con pozzanghere qua&là e l’aderenza bassa. Io già per le strade pubbliche, quando piove, riduco davvero tanto la velocità. Aggiungiamo che *non ho fatto i compiti a casa*, e non mi sono rivisto né filmati di giri su YouTube né ho giocato con Forza5 (la demo di Forza6 non include il Nürb) per rinverdirmi la memoria delle decine e decine di curve. Per farla breve il primo giro è una sofferenza: ciondolo tipo mucca persa in mezzo al tracciato, vivo con l’ansia dei sopraggiungenti che incombono da dietro, scodo ad ogni accelerazione ad uscita curva pattinando di potenza, trattengo il fiato in tutti gli scollinamenti, inchiodo dove dovrei frenare, freno dove dovrei pelare, pelo dove dovrei tenere abbassato il pedale del gas.Enter da RingaDecido di inanellare subito un secondo giro perché ormai il peggio è alle spalle, il ghiaccio rotto e ho ripreso le misure di alcuni passaggi. Il manto si sta già asciugando (non va dimenticato che il tracciato è molto lungo, e a ogni giro fai in tempo a trovare condizioni diverse). La prestazione è più fluida, meno insicura e nettamente migliore, tuttavia in parecchie curve continuo a ciccare traiettoria ed ingresso.

Dopo i miei due giri ci ricongiungiamo a Nip che ha parcheggiato la allroad e gli cedo il mio Recaro, mentre il Doc resta copilota. Poi si invertono alla guida e ritornano alla base. Nel frattempo vago per il parco chiuso, in mezzo a una pianta di vetture di ogni fatta. Grappoli di GT-R, crocchi di 911 in tutte le salse, vagonate di M3 o M4 o M5, Miata preparate, Golf R32 o R kittate et cetera. A cui si aggiungono le svariate chicche tipo Caterham o addirittura Mini giardinetta (che in pista viaggiava come se non ci fosse un’alba successiva).Parco chiusoÈ un raduno di matti, che trascorrono più tempo col manometro in mano e a fissare gli estrattori sottoscocca che altro. C’è anche una nutrita congregazione di oltremanica, che sembra non impermeabile alle ondate di fascino della birra del Devil’s Diner, le cui cameriere sfoggiano sempre le bellissime polo “Look like an Angel. Drive like the Devil.”.

Devil's Diner(Immagine di repertorio)

La pista è asciutta e, senza un motivo apparente, mi sento di poter far viaggiare la BMW molto meglio. Così mi riapproprio della 125i e, con al fianco Nip, riesco nel Grüne Hölle. Parto bene, supero un paio di auto e infilo le prime curve lente, quelle che collegano al Südschleife / F1 track, con sportività. Anche dalla sequenza in discesa dell’Hocheichen esco fluidamente, e scalo appropriatamente in cima al dosso del Quiddelbacherhöhe e bene anche dove si spinge tanto per arrivare al “sabbione” (l’Aremburg). Da lì perdo molto momentum perché al Fuchsröhre incontriamo due motociclisti in perlustrazione. Essi mi sono pericolosi assai: perché instabili, e uno; secondo perché imprevedibili nelle traiettorie; da ultimo perché è difficile rendersi conto se si siano accorti o meno della tua presenza. Di fatto resto rallentato fino alla “curva Giax” (l’Adenauer Forst) e in uscita me li lascio alle spalle. Col ritmo vagamente incerto percorro i curvoni in discesa fino ad Adenau, e come al solito coniglieggio alla curva sinistrorsa prima del cavalcavia dal Breischeid. Prendo invece con grinta e giusto rapporto (partendo lento, in seconda anziché terza) l’ExMühle. Nel seguente tratto veloce faccio le cose corrette, ma senza la giusta velocità e convinzione, quella che è invece prescritta dalla MutKurve (“la curva del coraggio” appunto). Buona la percorrenza dalla Steilstrecke in poi, anche se nel carosello mi pianto sotto i 70 km/h e non c’è modo di convincere la centralina dell’auto che a me in quel momento il pattinamento serve, e se ne deve strafottere delle giunture delle pezze di cemento. Purtroppo non riesco ad andare al meglio nemmeno in quello che è una delle mie parti preferite, cioè  Hedwigshöhe e Wippermann, per non parlare dall’Eschbach in seguito. Ricomincio a macinare meglio quando mi ritrovo nell’altra sezione che amo: le Pflatzgarten. Dopo di che c’è il piccolo carosello e l’ultimo, doppio, curvone che immette sul rettilineo dell’arrivo. Wozaaa! Niente male!KarousellQualcuno però ha picchiato i denti forti-forti-forti, e la pista viene chiusa per permettere ai mezzi di soccorso ed alla Polizei di sistemare i cocci. Sfruttiamo il tempo morto per far rifornimento, ottenere altre card cariche di giri e facciamo un salto ad un baracco per bratwürst e pata. Rifocillati, Nip e Doc tornano in pista finché non sono anche sazi di velocità.

Così restituiamo l’auto, con 200 e rotti km in più sul groppone, e ce ne torniamo al Ferienhotel per ristorare le membra stanche e prepararci per la cena. E arriva una delle pochissime toppate organizzative di Nip, che propone “il ristorante dei piloti” a Nürburg – che si rivela una tavanata galattica.Il ristoro dei pilotiDopo cena, belli come il sole, ci presentiamo al Ring Casino dove, in mezzo a drink che costano come una bottiglia di GrayGoose e tedescotti con l’entusiasmometro fuori scala a causa di eccessi etilici, ci possiamo dedicare a blackjack e roulette. Avendo tutti visto “Rounders”, “Black Jack” e “Jocker” o letto “Beat the Dealer” e “MonteCarlo Simulation” siamo pronti per farci pelar via tutte le monetine che abbiamo in tasca. Fortunatamente usciamo potendo ancora, grazie all’oculatezza del Doc, vantare i quattrini per saldare il conto l’indomani.

Lunedì tiriamo la casetta lucida e linda come l’abbiamo trovata, lasciando anche fuori le zanzare giganti che aleggiano e gettando la spazzatura differenziatamente. Da notare che, persino davanti alla casetta della monnezza (che è stata teatro del dramma di dove buttare la bottiglia blu, visto che la differenziata del vetro è solo bianco-verde-marrone) c’è una spianata di Lotus e Porsche.Loto e porcheFacciamo un paio di giri e puntiamo il naso verso Francoforte, riempiamo il serbatoio dell’allroad (nel senso proprio fino all’orlo, con tanto si rivoli di gasolio sulle scarpe di Nip – perché noi quando facciamo una cosa la facciamo bene fino in fondo!) e restituiamo pure quella.

Probabilmente siamo più dispiaciuti di separarci dalla A6 che dalla Serie1 Stage2. Certo quest’ultima è davvero appiccicata all’asfalto e tutto, ma la allroad 3.0 (navigatore e telecamere a parte) è davvero una gran bella auto.

Così pasturiamo qualche mezz’ora in aeroporto e tocca imbarcarsi sul volo Lufthansa che ci riconduce a Linate. Ma il Nürburgring conosce la nostra minaccia: ritorneremo!!

 

 

 

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